Transazioni: il Consiglio di Stato conferma l’esclusione dei prescritti


 

Con sentenza n. 2506 del 9 maggio 2013 il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello, promosso da alcuni danneggiati nei confronti della sentenza del TAR Lazio n. 5178/2012, con la quale il giudice di primo grado aveva respinto la richiesta di annullamento del decreto n. 132/2009 (c.d. Regolamento sulle transazioni), atto con il quale il Ministero della salute, di concerto con quello dell’Economia e Finanze, aveva stabilito i criteri generali di accesso alle transazioni.

L’art. 2 comma 2 del Regolamento stabilisce che “per la stipula delle transazioni si tiene conto dei principi generali in materia di prescrizione del diritto”.

Secondo il Consiglio di Stato tale norma è “persino ovvia nel richiamare i principi generali del codice civile in materia di prescrizione”, con la conseguenza che, “in una logica transattiva che presuppone per definizione una res dubia, l’amministrazione non può non valutare preliminarmente se il diritto invocato e/o l’azione proposta siano o meno estinti per intervenuta prescrizione”, essendo “la prescrizione un istituto generale la cui applicazione” nelle transazioni sarebbe “imposta, prima ancora che dal DM qui impugnato, dal Codice civile”.

A questo punto ciascun danneggiato, alla luce della propria specifica posizione processuale, dovrà valutare con il suo legale se e come impugnare l’eventuale provvedimento definitivo di esclusione dalle transazioni.

Alberto Cappellaro e Sabrina Cestari

 

 

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