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Blog dell'avvocato
Alberto Cappellaro
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Come ho anticipato nei giorni scorsi, con sentenza n. 5801 del 17 maggio 2012 il Tribunale di Milano ha condannato il Ministero della salute a risarcire i danni subiti da tre miei assistiti, trasfusi occasionali, a seguito di epatite contratta a causa di somministrazione di sangue infetto.

Alla data della sentenza le somme liquidate, compresi gli interessi, sono complessivamente pari a circa 1 milione e 850 mila euro: importi da cui dovranno essere detratti i ratei di indennizzo percepiti dai clienti sino a quella data, previa capitalizzazione, in modo da avere importi omogenei.

Le trasfusioni erano state eseguite nel 1968, nel 1983 e nel 1985/86.

La sentenza si segnala soprattutto per la condanna concernente una trasfusione del 1968: uno dei primi precedenti, per quanto mi risulta, in Italia, anche se anticipato dalle ultime pronunce della Cassazione ed in particolare dalla sentenza 17685/2011, cui non a caso il Tribunale fa ripetuto riferimento nella motivazione.

Il Tribunale di Milano ricorda innanzi tutto come “il Ministero della salute è tenuto ad esercitare un’attività di controllo e di vigilanza in ordine … alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell’uso degli emoderivati, e risponde ex art. 2043 c.c., per omessa vigilanza, dei danni conseguenti ad epatite e ad infezione da HIV contratte da soggetti emotrasfusi”: un obbligo che “deriva da una pluralità di fonti normative”,  già in vigore, nei loro tratti essenziali, negli anni di esecuzione delle trasfusioni per cui è causa.

Il Tribunale cita in particolare i seguenti articoli:

a) 1 della legge 296/58, “che attribuisce al Ministero il compito di provvedere alla tutela della salute pubblica, di sovrintendere ai servizi sanitari svolti dalle amministrazioni autonome dello Stato e dagli enti pubblici, provvedendo anche al relativo coordinamento, nonché ad emanare, per la tutela della salute pubblica, istruzioni obbligatorie per tutte le amministrazioni pubbliche che provvedono a servizi sanitari”;

b) 1 della legge 592/67, “che attribuisce al Ministero le direttive tecniche per l’organizzazione, il funzionamento ed il coordinamento dei servizi inerenti la raccolta, la preparazione, la conservazione, la distribuzione del sangue umano per uso trasfusionale, nonché la preparazione dei suoi derivati, e per l’esercizio della relativa vigilanza”;

c) 20 della legge 592/67, “che attribuisce al Ministero il compito di proporre l’emanazione di norme relative all’organizzazione, al funzionamento dei servizi trasfusionali, alla raccolta, alla conservazione e all’impiego dei derivati, alla determinazione dei requisiti e dei controlli cui debbono essere sottoposti”).

E’ quindi incontestabile che, quanto meno dal 15 agosto 1967 (data di entrata in vigore della legge 592/67), il Ministero avesse l’obbligo di controllare che i centri trasfusionali sottoponessero il sangue utilizzato a fini terapeutici a determinati controlli, controlli che lo stesso Ministero individuava come indispensabili per eliminare o quanto meno ridurre il rischio di veicolazione di virus pericolosi per la salute dei pazienti emotrasfusi.

Il Tribunale si pone allora il problema se, all’epoca dei contagi sopra indicati, il Ministero fosse consapevole della pericolosità del sangue ed in particolare se quest’ultimo potesse veicolare virus pericolosi per la salute.

La risposta non può che essere positiva.

Come è noto, il rischio connesso all’uso del sangue “è antico quanto la necessità delle trasfusioni” (Cass. 17685/11 cit.) ed inoltre era “già ben noto sin dalla fine degli anni ’60  … il rischio di trasmissione di epatite virale” mediante sangue ed emoderivati.

Ma, soprattutto, con circolare del 28 marzo 1966 il Ministero della salute imponeva la “determinazione sistematica e periodica delle transaminasi sieriche dei donatori” ai fini della prevenzione dell’epatite virale: circolare stranamente ignorata dal Tribunale, benché ne avessi fatto esplicito riferimento nei miei atti di causa.

Tenuto conto di tutti questi elementi, dei principi stabiliti dalle sezioni unite nella sentenza n. 581/08 e che, con riferimento a tutte le trasfusioni oggetto del giudizio, nulla di quanto sopra risultava essere stato eseguito dal Ministero, il Tribunale non poteva che concludere che, “in caso di concretizzazione del rischio che la regola violata tende a prevenire”, e quindi qualora al trattamento terapeutico segua la contrazione di una patologia ad esso causalmente collegata, la colpa dell’ente può ritenersi presuntivamente provata, con conseguente diritto dei danneggiati al risarcimento dei danni subiti.

Sotto il profilo della liquidazione del danno, la sentenza si segnala per due peculiarità.

Innanzi tutto per il fatto che la quantificazione è stata effettuata con riferimento alla data di scoperta della malattia e non invece a quella del contagio: giudizio secondo me inficiato da un grave vizio logico in quanto la malattia, anche se asintomatica, non per questo non danneggia il fegato.

Analoga impostazione è stata seguita per la liquidazione degli interessi legali, che il Tribunale ha fatto decorrere dalla prima manifestazione della malattia: qui, forse, il ragionamento è più condivisibile, tenuto conto che l’interesse compensa la mancata tempestiva disponibilità del risarcimento, risarcimento che non si può pretendere prima di avere consapevolezza della patologia.

In conclusione, ribadisco che la sentenza non deve essere enfatizzata, pur costituendo un precedente fondamentale in materia.

Alberto Cappellaro

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29 risposte a Risarcimento: commento alla sentenza 5801/12 del Tribunale di Milano

  • Giulio scrive:

    Buona sera avvocato, mia madre ha avuto la sentenza di risarcimento danni per sangue infetto ad ottobre del 2012. Quali sono i tempi per avere la cifra riportata sulla sentenza. ?

    Grazie per la disponibilità

    • @ giulio
      dipende se la sentenza è stata appellata o meno.
      nel primo caso, difficile che paghino spontaneamente, nel secondo potrebbero passare, indicativamente, due o tre anni, ma tempi certi non ce ne sono.
      la cosa migliore è contattare il ministero e chiedere direttamente a loro.
      cordiali saluti.
      alberto cappellaro

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ lucia
    se la sentenza di cui parla è la 5801/2012 del tribunale di milano, i miei assistiti ad oggi non sono stati pagati,
    il ministero, tra l’altro, come previsto ha appellato la sentenza.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • lucia scrive:

    scusi avv. ma i suoi assistiti sono gia’ stati risarciti materialmente? o hanno solo la sentenza?

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ andrea
    non conoscendo la documentazione che la riguarda, la consulenza medica e le tabelle applicate dal giudice nel suo caso, non sono in grado di risponderle.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • Giovanna scrive:

    Non capisco perchè ancora stiamo qui’ ad aspettare il pero che cade dall’albero, sapendo da tempo che i trasfusi occasionali saranno trattati dal decreto come persone che non hanno avuto mai un problema di salute. Non capisco come associazioni, avvocati ed altri possano non ribellarsi al fatto di fare fare due pesi e due misure su un virus che pultroppo è uguale per tutti e che porta inevitabilmente a morte certa nello stesso modo per tutti. Noi emotrasfusi eravamo persone senza problemi di salute e, loro ce la hanno tolta, alcuni di noi anche con conseguenze peggiori perchè correlate all’epatite sono arrivate altre malattie e bene o male tanti abbiamo perso il lavoro. Come ci si può trastullare cosi’ senza fare nulla, capiscole ASSOCIAZIONI che non possono parlare dato che i signori di Roma gli permettono di percepire il finanziamento del 5 per mille ma, gli avvocati tutti come possono permettere tutto ciò? Siamo abbandonati da tutti. Forse gli avvocati sanno che noi non accetteremo mai delle cifre cosi piccole e quindi saremmo costretti a continuare le cause e loro potrebbero cosi guadagnarci ulteriormente. Non vedo come sbloccare questa situazione se non andando a Roma e facendo qualche cosa contro queste persone ottuse che pensano di trattarci in questo modo. Difendiamoci da soli. Basta con questo BONISMO. Giovanna

  • andrea scrive:

    Scusi avvocato e’ perche il danno quantificato a me era di 50.000?
    inferiore ai 40 anni per l’esatezza 34 anni trasfuso a 9 anni, un 4 per cento in piu porta a quasi 100.000 euro in piu?
    la ringrazio della disbonibilita

  • stefi scrive:

    grazie mille, gentilissimo come sempre

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ stefi
    è possibile.
    nel caso di specie, il giudice non ha fatto altro che quantificare il danno sulla base delle conclusioni cui era giunta la consulenza medica, in applicazione di tabelle applicate ormai da quasi tutti i tribunali italiani.
    il danno liquidato al cliente cui lei fa riferimento (quello con il 20% di danno biologico) era però pari a 140 mila euro (oltre interessi).
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • stefi scrive:

    no avvocato io parlavo della sentenza 5801, chiedevo solo se avevo letto bene che è stabilito un risarcimento, in quella sentenza, di ca. 250000 euro per un trasf occas.
    grazie

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ stefi
    non avendo le carte non posso esprimere alcun giudizio sulle cifre.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • andrea scrive:

    Ciao Stefi , io ti posso dire la mia sentenza in primo grado , trasfuso a 9 anni, 1982, scoperta nel 1998, 8 categoria, curato con interferone, danni non gravi 16 % al c.t.u. , la somma e’ di 50.000 non capisco come possa partire da 250.000..

  • stefi scrive:

    si avvocato, deciderò se proseguire…era solo per avere conferma della cifra, parliamo di circa 250.000 euro per un trasfuso occas….? giusto per capire che peso potrebbe dare un giudice ad un danno simile.
    mille grazie

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ stefi
    la valutazione se proseguire o meno nel giudizio può dargliela solo il suo legale, che conosce la sua pratica.
    @ mark7
    l’epatite attiva dà diritto all’invalidità civile e quindi può provare a presentare la domanda.
    per avere suggerimenti in merito alla percentuale riconosciuta deve consultare un medico legale o comunque esperto nella materia.
    cordiali saluti a entrambi.
    alberto cappellaro

  • MARK7 scrive:

    Gent.mo Avv. cappellaro,
    si ha diritto all’invalidità civile se affetti da epatite cronica “C” non debellata da cure interferoniche (età 71 anni)? Eventualmente in quale percentuale e a che serve?
    La ringrazio della sua cortese attenzione.

  • stefi scrive:

    avvocato scusi nella sentenza 5801 si stabilisce un risarcimento per il primo attore, che ha contratto l’epatite negli anni 80 e che l’ha scoperto nel 2000, con danni non gravissimi, mi sembra 20% di invalidità, anche per cure interferoniche in 60.931 + 49.500 + 140.000…
    ho capito bene? conviene proseguire le cause forse che ne pensa? parliamo di trasfuso occasionale, mezza età, con cure interferoniche e danni non gravi.
    grazie e complimenti

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ leo
    sono quelli che hanno fatto causa allo stato avanti alla corte europea dei diritti dell’uomo, con l’ausilio dello studio lana di roma (sentenza G.N. contro Italia dell’1 dicembre 2009 e successiva sentenza, definitiva, del 15 marzo 2011).
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • leo da Palermo scrive:

    Salve Avv.
    Mi scusi ma di quale thalassemici parliamo?
    lo stesso @ enri ?
    io sono uno di quelli che ancora aspetto da anni per essere risarcito.
    allora vennero risarciti solo gli emofilici.
    b. notte

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ giovanni
    solo il suo avvocato, che conosce la sua pratica e ha in mano tutti i documenti, può darle informazioni sulla sua situazione personale.
    @ tosi michelina
    finchè il decreto non è pubblicato non è possibile rispondere alla sua domanda.
    in ogni caso, l’unico che può risponderle in merito è il suo legale.
    da quello che scrive, mi pare comunque che lei sia in causa per l’indennizzo, non per il risarcimento del danno.
    @ franco
    sul risarcimento, non conoscendo le carte non posso darle pareri.
    certo, con un danno del 10% valuti molto attentamente se fare l’appello.
    in merito alla rivalutazione, può essere che il ministero le paghi tutti gli arretrati o una parte, ma a mio giudizio conviene fare causa.
    @ enri
    secondo quanto mi risulta, quei talassemici alla fine hanno transatto con lo stato, agli stessi importi liquidati agli emofilici.
    cordiali saluti a tutti.
    alberto cappellaro

  • enri scrive:

    Buonasera Avvocato,
    mi pare di ricordare che un paio di anni fa, alcuni talassemi vinsero la causa contro lo stato italiano presso il tribunale dei diritti dell’uomo.
    nel 2003 quei malati erano in causa contro il mis. salute insieme agli emofilci ma non vennero risarciti perchè talassemi e non emofilici.
    Mi piacerebbe sapere se dopo la condanna dello stato italiano a pagare, quei talassemici vennero poi effettivamente risarciti con gli stessi importi con cui vennere risarciti gli emofilici nel 2003.
    La saluto
    Enri

  • franco scrive:

    gent.. avv. ho perso la causa per ottenere il risarcimento dei danni in quanto essendo iscitto alla 8 categoria e il danno che mi e statto riconosciuto dai periti non supera il 10/ 100 si ritiene che non ho il diritto al risarcimento visto che percepisco l indennizzo della 210/92…… vorrei chiederle se sia opporutuno riccorrere in apello e rischiare che mi vengano decurtati i soldi ricevuti a titolo di indennizzo o se sia meglio rinunciare ……….. poi vorrei anche chiederle un suo parere per quanto riguarda gli arretrati del indennizzo che mi sono stati corrisposti dal 01/01/ 2012… tramite il mio legale sto provedendo ad inviare lettere in A/R sia al ministero che alla regione piemonte,ed alla ASL di competenza , la mia domanda e ci sono dei tempi per ottenere questi arretrati oppure bisognerà che si apra un altro contenzioso legale con il ministero ????? la ringrazio di cuore per la sua eventuale risposta e le auguro buon lavoro RINGRAZIANDOLA PER TUTTO QUELLO CHE FA SU QUESTO BLOG

  • Tosi Michelina scrive:

    Egregio avvocato, ho fatto domanda di risarcimento nel 2005. La commissione medica aveva dato parere sfavorevole per ascrivibilità. Ho fatto causa e ho avuto una sentenza favorevole nel 2010. Ho il rischio di di prescrizione in vista del decreto in via di pubblicazione e in tal caso come provvedere ? La ringrazio Michelina Tosi

  • giovanni scrive:

    Egreggio avvocato,un chiarimento,in quanto ho un avvocato che di chiarimenti ne da poco,non e’ mai chiaro,la mia causa e’ stata vinta ,ma il ministero si e’ appellato e a tutt’oggi siamo in appello lui dice che e’ meglio cosi non interrompe la preschizione,e vero cosa succedera quando uscira il decreto,dovro’ dire campa cavallo che l’erba cresce nel senzo che dovro’ aspettare la fine delll’appello,oppure debbo stare tranquillo,La prego mi dia chiarimente ,grazie per la sua disponibilita’,e gentilezza ringrazio.

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ barbagallo
    alla pubblicazione non dovrebbe mancare molto e solo allora potremo conoscerne il contenuto.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • barbagallo scrive:

    gentiliss avv ma il decreto che e stato firmato il 4 maggio quanto passa per essere pubblico da leggere. che dopo tutti le riunioni e l’incontri non si sa piu niente,che contenuti ha…..ma speriamo bene come la rival dopo anni di battalie,,grazie avv………..

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ sonia
    la prescrizione opera solo se il ministero la eccepisce e cioè se solleva il problema davanti al giudice.
    se lei ha una sentenza favorevole è possibile che il problema sia superato, ma solo il suo avvocato può darle chiarimenti in merito.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • sonia scrive:

    Eg. avv volevo chidere mi può dire che significa il termine non eccepita prescrizione, io ho una sentenza favorevole. Grazie tante.

  • Avv. Alberto Cappellaro scrive:

    @ luigi
    la causa è iniziata nel 2006 ed ha subito numerosi rinvii in attesa della definizione delle transazioni.
    quando ho visto che il ministero non si decideva e che comunque una eventuale proposta probabilmente o non sarebbe arrivata o sarebbe stata insoddisfacente, ho deciso di proseguire e andare a sentenza.
    sulle altre sue domande, non conoscendo le sue carte non posso risponderle.
    cordiali saluti.
    alberto cappellaro

  • luigi scrive:

    salve avvocato volevo sapere in quanto tempo i suoi assistiti hanno vinto questa causa?io sono gia tre anni che ho aperto una causa di risarcimento da sangue infetto tramite una trasfusione avuta appena nato nel 1982,ma il mio avvocato dice che non abbiamo il nesso causale…..vuole delle analisi che ho fatto prima di sapere che ho contratto l’epatite c,ma per me e una missione impossibile .ma dove le vado a prendere queste analisi?la cosa strana e che io nel 2001 ho fatto il militare ho fatto richiesta delle mie analisi del sangue mi hanno dato tutto,indovinate cosa mancava?le analisi del sangue,il mio avv.dice che e strana questa cosa,io faccio richiesta delle analisi e loro mi mandano tutt’altra cosa maaaaa…non so piu come muovermi,so solo che a me questo risarcimento spetta.

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