Transazioni: il Governo scopre le carte?


Come è noto, la legge 222/07 autorizza la spesa di 150 milioni di euro per l’anno 2007 al fine di transigere le cause ancora pendenti promosse da danneggiati da sangue o emoderivati infetti.

Allo stesso fine la legge 244/07 ha autorizzato lo stanziamento di ulteriori 180 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2008.

Ad oggi dovrebbero pertanto essere stati stanziati, complessivamente, 870 milioni di euro.

Ho appena esaminato la legge di stabilità attualmente all’esame del Senato ed in particolare la tabella n. 14, contenente lo stato di previsione del Ministero della salute per l’anno finanziario 2012 e per il triennio 2012-2014: una tabella a sua volta allegata al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e a quello pluriennale per il triennio 2012-2014 (bilanci oggetto del ddl Senato n. 2969).

Ebbene, dall’esame di tale tabella ed in particolare del capo 2401, concernente le “somme dovute per la liquidazione delle transazioni da stipulare con soggetti emotrasfusi, danneggiati da sangue o emoderivati infetti, che hanno instaurato azioni di risarcimento danni”, emerge per gli anni 2007-2011 una riduzione dello stanziamento a 240 milioni di euro: con un taglio quindi, rispetto alle previsioni iniziali, di ben 630 milioni di euro.

In sede di bilancio preventivo trovano invece conferma tanto lo stanziamento di 180 milioni di euro per l’anno 2012 nonché quelli, di analogo ammontare, per il 2013 e il 2014.

Una scelta politica che stride con le continue promesse governative di voler definire tutte le posizioni pendenti o almeno la gran parte di queste: promessa reiterata solo poche settimane fa dal Ministro della salute Fazio.

Ovviamente si tratta ancora di una proposta, soggetta all’approvazione del Parlamento.

Mi pare però inutile nascondersi dietro a un dito: nella migliore delle ipotesi questa scelta conferma che, almeno nell’immediato e almeno sino a quando rimarrà in sella questo Governo, è altamente improbabile  l’approvazione del decreto legge esaminato al Consiglio dei ministri del 5 maggio  scorso (ossia del provvedimento che garantiva un risarcimento a tutti coloro  che hanno presentato domanda di accesso alla transazione entro il 19 gennaio  2010).

Questa scelta conferma inoltre che, se lo Stato formulerà una  qualche proposta economica ai danneggiati nell’immediato o comunque nel breve  periodo (come a me pare probabile), l’offerta sarà verosimilmente rivolta ad  una percentuale esigua degli aventi diritto.

Come tutti sanno la politica è una “scienza” tutt’altro che  esatta e stiamo vivendo del resto, sotto questo punto di  vista, giorni di assoluta incertezza: la situazione può pertanto cambiare.

Tutti però devono al contempo prepararsi alle necessarie ed adeguate reazioni giudiziarie.

Alberto Cappellaro

 

 

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